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domenica 15 dicembre 2013

I #sognisegreti di Walter Mitty


Sognare ad occhi aperti. La mente che viaggia. Situazioni inverosimili che vorresti, potresti, non potrebbero realizzarsi mai ma sono li a portata della tua immaginazione. Una per una in fila. Davanti ai tuoi occhi. Pronte ad esplodere quando la realtà non ti basta. Non ne vuoi più. È un limite. Ed allora sconfini. E lei ti salva. E sono soddisfazioni. Puoi essere chiunque. Essere dovunque. Fare qualsiasi cosa. Dire sempre la cosa giusta, alla persona giusta, al momento giusto ed i tuoi capelli saranno perfetti. I tuoi vestiti anche. Ed è cosi che si sente anche Walter Mitty. Un uomo comune, con un lavoro comune. E se Ben Stiller porta sul grande schermo un' immaginazione vivida quanto la tua io sono pronta a mettermi in prima fila per godermela tutta. I sogni segreti di walter mitty. Sono, forse, anche , un pò i miei #sognisegreti. Quando difronte una situazione sogno quel di più. Una circostanza inverosimile. Pazzesca. Un film dedicato a tutti i segreti, pazzi, insaziabili sognatori segreti.
Trama:  Walter Mitty (Ben Stiller) è un moderno sognatore, l' editor fotografico del magazine Life che grazie alla sua immaginazione compie dei viaggi mentali lontano dalla sua noiosa esistenza, entrando in un mondo di fantasie caratterizzate da grande eroismo, appassionate relazioni amorose e costanti trionfi contro il pericolo. Ma quando Mitty e la sua collega, della quale è segretamente innamorato (Kristen Wiig), rischiano di perdere il lavoro, Walter è costretto a compiere l’inimmaginabile: passare veramente all’azione – partendo per un viaggio intorno al mondo più straordinario di quanto avrebbe potuto mai sognare.
Non spoilero! 
Non importa se sei un comune impiegato o il presidente degli Stati Uniti. Nella vita alcune sfide le dobbiamo affrontare tutti". Così esordisce Ben Stiller alla vigilia dell'uscita (in Italia il 19 dicembre) di I sogni segreti di Walter Mitty.
Come dirgli di no? 
Andrete a vederlo?




Articolo sponsorizzato

mercoledì 23 gennaio 2013

Django unchained


Dopo aver visto Django mica lo so se voglio stare con uno che non ha mai ucciso per me?
 Manco un'esplosioncina.
 Non so, ci devo pensare.

E voi?
Siete andate al cinema?
Saperesaperesapere



Bacini


Love,
Kami

giovedì 1 novembre 2012

Fashion Inspiration

Con un design sorprendente, e Tom Ford come regista, è facile supporre che A Single Man abbia un grande stile. Basato sul libro di Christopher Isherwood il film racconta la storia di George, un professore inglese che, un anno dopo l'improvvisa morte del suo partner, non è in grado di far fronte alle sue giornate nella Los Angeles del 1960. Grandissimi Colin Firth e Julianne Moore in una fantastica impostazione anni '60.
Il film incalza con una schiera di luci ed ombre appositamente scelte per riflettere lo stato d'animo del protagonista. Mi è piaciuta particolarmente la bella e tragica amica di George, Charley. Folle e mozzafiato proprio come la sua personalità, il suo aspetto è cosi melodrammaticamente incantevole!
Tutto il film è traboccante di stile e bellezza, la bellezza dei costumi (tipica di Tom Ford) sembra messa li quasi a coprire e nascondere le vite dei personaggi che sembrano sgretolarsi sotto tutto.

With an amazing designer such as Tom Ford as the director, it is reasonable to assume that A Single Man would have great style. Bob Iannaccone was the key costumer, but I’m sure that Ford had a lot of input in regards to costumes.Based on the book by Christopher Isherwood, the film tells the story of George, an English professor who, one year after the sudden death of his partner, is unable to cope with his typical days in 1960s Los Angeles. There is already so much to love about the film; Tom Ford, Colin Firth, Julianne Moore, and of course, the 60s setting,
I especially loved George’s beautiful yet tragic friend Charley, and her crazy and stunning textiles. Just like her personality, her appearance is so melodramatically lovely.
Everything about the movie was overflowing with style and beauty; the fashion was perfect, and also worked so well that it acted as a mask to hide the crumbling lives of the characters underneath it all.







Love,
Kami